Cluentina, un successo di capitale importanza: Appignanese al tappeto

 

 

Il verdetto del campo premia la Cluentina, e lo fa con pieno merito. Si tratta di un’affermazione dal peso specifico enorme, che giunge come naturale corollario di una sequenza di prestazioni di alto livello in cui, tuttavia, la compagine di mister Gesuelli aveva raccolto molto meno di quanto seminato. È stata una Cluentina cinica? In parte sì, ma non solo. La squadra ha avuto l’indubbio merito di inseguire l’intera posta in palio con abnegazione, pur dovendo recriminare su diverse occasioni sprecate dopo il vantaggio per chiudere definitivamente i conti. In simili contesti, il calcio insegna che il rischio di subire la beffa nel finale è una costante sempre in agguato. L’Appignanese, di contro, è apparsa una formazione non ancora all’altezza delle individualità di spicco che pure vanta in organico: si sono visti sprazzi di qualità e alcune buone trame, ma è mancata la coralità, pagando dazio a troppe imprecisioni nei momenti chiave.

Le due squadre si presentavano all’appuntamento con percorsi speculari ma prospettive divergenti: entrambe reduci da cinque sconfitte consecutive, avevano mosso la classifica con due pareggi negli ultimi turni. Tuttavia, se per la Cluentina il margine sulla zona play-out restava rassicurante in virtù di un ottimo girone d’andata, per l’Appignanese la situazione era già divenuta critica. Con soli 13 punti all’attivo, i biancoazzurri si trovavano a -8 dalla salvezza diretta, costretti a una rincorsa affannosa. Al triplice fischio, il solco si scava ulteriormente: i biancorossi distanziano di quattro lunghezze la “zona paludosa”, mentre i “mobilieri” vedono scivolare il Santa Maria Apparente a una distanza proibitiva di dieci punti. Con dieci gare ancora da giocare, la salvezza diretta assume ormai i contorni di un’impresa titanica.

 

L’avvio di gara testimonia la determinazione dei ragazzi di Garagliano. Dopo appena due minuti, Wali semina il panico nell’area ospite dopo aver saltato Gesuelli, ma la difesa riesce a sventare il pericolo. Al 7’, lo stesso Wali ispira un’ottima apertura per Grassi, il quale cerca il contatto con Menghini e cade a terra: l’arbitro Zeppilli, ben appostato, non si lascia ingannare e sanziona la simulazione con il giallo. Copione identico due minuti dopo per Acquaviva, quasi a voler stroncare sul nascere certi atteggiamenti che proprio in queste ore sono finiti al centro delle cronache di Serie A.

Al 20’ la gara si sblocca: la Cluentina architetta un’azione da manuale avviata da Canuti, il cui meraviglioso filtrante rasoterra pesca Di Marino che, a tu per tu con Laconi, non perdona e sigla un gol di pregevole fattura. La reazione dell’Appignanese è immediata: al 27’ Capenti sfiora il pari di testa su cross di Carboni, e al 31’ è Amico a dover superare sé stesso con uno scatto di reni per deviare in angolo un fendente dalla distanza di Fermani.

Il primo tempo si chiude però di marca biancorossa: al 39’ viene annullata una rete a Menghini per un fallo precedente, mentre al 42’ Acquaviva fallisce la girata al volo su invito di Gesuelli. Proprio il giovane classe 2008 merita una menzione speciale per un impegno encomiabile: un “uomo-ovunque” capace di lottare con generosità su ogni pallone.

Con il passare dei minuti, il terreno di gioco del Comunale di Appignano — appesantito dalla pioggia — inizia a farsi insidioso, costringendo i ventidue in campo a funambolismi che richiamano le acrobazie del pattinaggio di figura, quasi a omaggiare le contestuali Olimpiadi di Milano-Cortina.

In avvio di ripresa, Ceesay manca l’impatto vincente di testa su assist di Marino. I padroni di casa provano allora ad alzare il baricentro e al 49’ creano il pericolo maggiore: una conclusione potente di Grassi viene deviata involontariamente da Capenti, trasformandosi in una traiettoria beffarda che Amico intercetta con un riflesso prodigioso. Al 60’ è ancora la Cluentina a sfiorare il raddoppio con un’iniziativa personale di Ceesay, che salta Cervigni e Carboni per poi servire a Mancini un pallone che il talento biancorosso spedisce però oltre la traversa.

Il finale è concitato. Al 71’ l’Appignanese reclama un calcio di rigore per un presunto tocco di mano di Menghini, ma il capitano ha le braccia aderenti al corpo e il direttore di gara lascia proseguire. Al 73’ l’emozione è per il ritorno in campo di Michele Lovascio, di nuovo nel rettangolo verde dopo cinque mesi di stop. Mentre Garagliano lancia nella mischia ogni risorsa offensiva, Stefano Massi — oggi in panchina al posto di Gesuelli — sceglie la via della concretezza: fuori i “fioretti” e dentro le “spade” con gli innesti di Cappelletti, Torresi e Cullhaj. Proprio da un cross di Cappelletti nasce l’ultima occasione, con Cullhaj che manca la deviazione vincente di un soffio.

Al triplice fischio esplode la gioia della Cluentina per un successo sofferto quanto vitale. Per l’Appignanese si chiude una settimana amara: servirà un cambio di mentalità radicale per alimentare ancora le speranze di permanenza diretta nella categoria.

Soddisfazione evidente nelle parole di Stefano Massi: “È stata una prova di carattere, un’altra piccola impresa. Vincere qui non era affatto scontato. Facciamo un passo avanti decisivo in classifica, dando continuità a prestazioni che troppo spesso non erano state premiate dal risultato. Complimenti ai ragazzi per il sacrificio e la concentrazione mostrati. Ora testa a sabato prossimo: contro l’Elite Tolentino non sarà una passeggiata”.

 

IL TABELLINO

APPIGNANESE: Laconi, Giampaoli (63’ Zitti), Cervigni, E. Gagliardini (54’ Sfrappini), Maffei, Fermani (63’ Guerrero), Grassi (54’ Tarabelli), N. Gagliardini, Capenti, Carboni (85’ Jayed), Wali. Allenatore: Graziano Garagliano

CLUENTINA: Amico, Gesuelli ((88’ Mogetta), Monteverde, Di Marino (82’ Cappelletti), Pagliarini, Menghini, Montecchiari, Ceesay, Acquaviva (73’ Lovascio), Canuti (82’ Torresi), Mancini (63’ Cullhaj). Allenatore: Stefano Massi

ARBITRO: Leonardo Zeppilli (Macerata)

SPETTATORI: 200 circa

MARCATORI: 20’ Di Marino

Alessandro Savi

Ufficio stampa Cluentina Calcio