ARABESCHI IN UN FAZZOLETTO: LA CONDANNA BAROCCA DELLA CLUENTINA

Arriva la prima sconfitta per i biancorossi. Mister Bonfigli: “non abbiamo capito la partita”

 

Il “Capodaglio” di Villa Musone è un campo piccolo e stretto, e questo è un dato risaputo. Su superfici del genere occorrerebbe giocare a due, al massimo a tre tocchi perché, in caso contrario, ci si ritrova gli avversari costantemente addosso, pronti a esercitare il più asfissiante dei pressing, a impedire qualsiasi ragionamento e a indurre inevitabilmente all’errore. Invece, la Cluentina di oggi è caduta nel più classico dei vizi stilistici: il barocchismo. Laddove si richiedeva la precisione geometrica di una prosa illuminista, i giocatori si sono impelagati in arabeschi, doppi tocchi e preziosismi superflui, ricordando in tutto e per tutto Procuste, il malvagio locandiere della mitologia greca che costringeva i viandanti a sdraiarsi su un letto di ferro: se il viandante era troppo lungo, gli tagliava le gambe; se era troppo corto, lo stirava fino a ucciderlo. In una parola, non adattava il letto all’ospite, ma l’ospite al letto.

Mister Bonfigli lo aveva capito immediatamente, tanto che si sbracciava in panchina e, al fischio finale, ha parlato di «una partita non capita» da parte dei suoi che, «anziché adattare la propria statura tattica alle misure del campo, sono rimasti vittime della loro stessa rigidità di gioco». Il tecnico ha poi giustamente sottolineato come, nel secondo tempo, si sia vista una Cluentina più operaia, capace di pareggiare e di sfiorare addirittura il vantaggio.

Ma procediamo con ordine.

L’avvio di gara si era tinto di biancorosso per quasi un quarto d’ora. In quella fase iniziale gli ospiti erano anche passati in vantaggio grazie a un gol di Allushaj, annullato però dal direttore di gara a causa di una posizione di fuorigioco di Monteverde, autore del cross. Il vento è cambiato al diciassettesimo minuto: sugli sviluppi di un corner a favore della Cluentina, il Loreto è ripartito fulmineamente con l’ottimo Pesaresi, la cui conclusione è stata deviata in angolo. Appena un minuto dopo, altra ripartenza e tiro di Zanutel bloccato da Paci in due tempi. Tre giri d’orologio più tardi, gli azzurri di casa sono passati: palla persa sulla trequarti, due passaggi rapidi e Pesaresi si è ritrovato al limite dell’area, pronto a servire l’appoggio per Zanutel, che ha superato Paci in uscita. È la legge più elementare del calcio: se perdi palla su un campo di dimensioni ridotte, sono quasi sempre guai grossi.

Nonostante il vantaggio, il monologo dei lauretani è proseguito: al 27′ una bomba da fuori area dell’ex Troscè si è stampata sulla traversa; al 30′ Pesaresi ha concluso a botta sicura in piena area, trovando però un provvidenziale Di Marino a immolarsi sulla linea di porta; al 40′ una punizione di Petrini si è trasformata in un assist per Rossini che, di testa, ha spedito la palla docile tra le braccia di Paci; infine, al 43′, un’altra punizione dello stesso Petrini è sfilata sopra la traversa.

Prima di tutte queste occasioni, va rimarcata l’intuizione di mister Antonietti: schermare Catinari, la principale fonte del gioco biancorosso, con una marcatura stretta che, se non era proprio a uomo, poco ci mancava.

Nel finale di frazione, tuttavia, occorre registrare un grave errore del direttore di gara, che ha sorvolato (o scelto di far correre) su una vistosissima trattenuta in area ai danni di Di Marino.

Durante l’intervallo, Bonfigli ha operato due cambi: fuori Torresi per far spazio a Gesuelli (spostato a centrocampo) e fuori Catinari per Appignanesi, ridisegnando la squadra con un inedito 3-4-3 caratterizzato da una mediana a rombo. Al 61′ si è rivisto anche Matteo Cullhaj, al rientro in campo dopo oltre sei mesi di stop a causa del grave infortunio patito nel finale della passata stagione.

Nonostante le mosse dalla panchina, il copione, almeno all’inizio, non è cambiato, tanto che il Loreto ha sfiorato il raddoppio in due circostanze: al 63′ l’ennesima ripartenza ha innescato un triangolo perfetto tra Pesaresi e Zanutel, chiuso dalla conclusione del primo deviata in corner; tre minuti più tardi, fuga del solito incontenibile Pesaresi sulla sinistra e tiro respinto da Paci.

Al 74′ si è rivista finalmente la Cluentina: corner di Di Marino e colpo di testa di Brizi terminato sul fondo. È stato il preludio al gol del pareggio, materializzatosi due minuti più tardi: Gesuelli ha battuto lesto un calcio di punizione, servendo la sfera ad Acquaviva, bravo a incunearsi in area e a fulminare Morlacco.

All’ottantaduesimo gli ospiti hanno addirittura sfiorato il vantaggio grazie a una splendida punizione di Di Marino che si è stampata sulla traversa. Un minuto dopo si è registrata un’altra clamorosa svista del direttore di gara, che ha ignorato una trattenuta evidentissima di un difensore lauretano su Cullhaj in piena area di rigore. Dal possibile sorpasso alla beffa, il passo è breve: il Loreto ha continuato a crederci e, complice la superiorità numerica acquisita per l’espulsione di Appignanesi, ha fatto sua l’intera posta in palio in pieno recupero. Sugli sviluppi di una conclusione potentissima di Gleboki respinta in corner da Paci, si è generato un mischione in area risolto dal solito Pigliacampo, che con una rasoiata precisa ha insaccato, regalando i primi tre punti stagionali ai suoi. E, tutto sommato, alla luce dei novanta minuti, è giusto così: le sconfitte cariche di insegnamenti possono essere utili per il futuro.

 

 

IL TABELLINO

 

CS LORETO: Morlacco, Santarelli, Barbaccia, Troscè (93’ Staffolani), Alessandrini, Rossini, Maggi (85’ Gleboki), Petrini (74’ Diop), Pigliacampo, Pesaresi, Zanutel (72’ Garbattini).

Allenatore: Alessio Antonietti

CLUENTINA: Paci, Torresi (46’ Gesuelli), Monteverde, Catinari (46’ Appignanesi), Menghini, Pagliarini (26’ Brizi), Gueye (61’ Cullhaj), Sinigallia, Acquaviva, Di Marino, Allushaj

Allenatore: Marco Bonfigli

 

ARBITRO: Filippo Santini (Pesaro)

MARCATORI: 21’ Zanutel (L), 76’ Acquaviva (C), 92’ Pigliacampo (L)

SPETTATORI: circa 150

NOTE: espulso all’88’ Appignanesi per proteste